GENOVA, SABATO 16 LUGLIO: ALLA FESTA DEI "COMUNISTI" DOVE MANCANO SOLO QUESTI
Da venerdì quindici a domenica diciassette luglio si tiene a Genova – in piazza Romagnosi, dove si trova la sede del circolo di Rifondazione del quartiere di Marassi, in val Bisagno – la manifestazione “Comunisti in festa”: la stessa che fino all’anno scorso era la festa provinciale del partito ecumenico.
Chi scrive decide di recarsi sul posto – che dista poche centinaia di metri da casa – il sabato pomeriggio, quando in programma vi è il dibattito dal titolo: “America india e latina: lotte popolari e nuove resistenze”.
Ora il lettore si aspetterà di leggere un resoconto dell’iniziativa, a cui partecipano: il segretario provinciale, Davide Ghiglione, il componente del dipartimento Internazionale della direzione nazionale, Marco Consolo, nonché Paolo Palazzo, dell’associazione Senza Paura.
Se è così, rimarrà deluso: non tanto perché – essendo l’incontro cominciato con più di mezz’ora di ritardo rispetto al previsto – ho ascoltato ben poco, quanto perché desidero concentrarmi su una ben visibile anomalia che mi ha infastidito non poco.
Si ricorderà che, il ventuno maggio scorso, proprio nei locali del circolo dedicato al partigiano Severino ‘Dente’ Bianchini, venne sancita una specie di coordinamento tra gli accoliti del Pastore Valdese e le varie frattaglie che negli anni l’hanno abbandonato perché su posizioni più di “sinistra”.
In quell’occasione era stato approntato una sorta di patto di unità d’azione su alcuni temi specifici: non mi pare che, fino ad ora, vi siano state occasioni per mettere alla prova questa liaison, ma la presenza di stand affidati a Sinistra Anticapitalista e Sinistra Classe Rivoluzione – nonché un banchetto gestito dall’associazione ControCorrente-sinistra dei lavoratori – non mi pare che abbiano niente a che fare con la festa.
A meno che come patto di unità d’azione non si intenda intervenire alle feste delle altrui organizzazioni e spacciare la propria propaganda; se è così, però, trovo la decisione poco saggia: l’avventore a questo genere di appuntamenti, di solito, non è poi molto interessato alla parte politica – di cui spesso fatica a comprendere le sfumature – quanto piuttosto a quella mangereccia.
Se questa è, purtroppo, la realtà – ormai la politica ufficiale è caduta così in basso da essere guardata quanto meno con fondato sospetto dal cittadino medio – mi sembra che proporre punti di vista così diversi nello stesso luogo, e sotto le stesse insegne, possa generare ulteriore confusione in chi si avvicina: il risultato rischia di essere l’esatto opposto di quello auspicato.
Genova, 17 luglio 2016
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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